“Con gli occhi in alto, con la mente in Dio, in aria giuliva e ridente senza veruna violenza e moto di volto, poco sopra a tre ore ed un quarto dopo il tramontare del sole, in giorno di Sabato ai 24 d’Ottobre del 1671, rese la sua benedetta anima nelle mani del Creatore, essendo egli allora in età di cinquantacinque anni meno tre mesi”.

Così scrisse il gesuita Francesco Maria Quattrofrati nella "Vita de Venerabile Servo di Dio Fra Pietro Gazzetti Eremita modenese", stampata a Modena nel 1691 e a Messina nel 1700, basata sulla Vita manoscritta del suo ultimo confessore il padre Antonio Marescalchi e sui racconti di quanti lo avevano conosciuto in vita, ed erano in grado di testimoniare il vero sulla pietà e sulla virtù angelica dell’eremita Frà Pietro Gazzetti.

La devozione dei fedeli verso il Venerabile Servo di Dio fu grandissima, sia nella città di Noto che nella sua terra, Prignano, la chiesa parrocchiale di San Lorenzo ha accolto le sue spoglie mortali, quale segno di una venerazione ancora viva ed operante dopo 350 anni.